La storia della Radio raccontata da uno dei suoi più importanti collaboratori Flavio Costa, al quale và il nostro sentito ringraziamento :

La storia dei 100.300 MHz di RCA comincia… con la fine di .
Tra le piú importanti radio private dei primi anni in Italia, Radio Delta 1 aveva una parte delle installazioni ad Arese, in particolare un'antenna istallata sul tetto dell'edificio residenziale di 9 piani di via Matteotti 16.
Alla chiusura di Radio Delta 1 (fine 1981-inizio 1982) il proprietario, sig. Gnerre si mise d'accordo con la parrocchia aresina per la cessione di parte del materiale (e della frequenza?).
Il parroco dell'epoca era don Gaetano Galbusera e il sacerdote in carico dell'oratorio, dove fu installata la strumentazione e i locali di RCA, era don Aldo Rivoltella.
Entrambi vedevano nella radio un'opportunitá di comunicazione e aggregazione della comunitá aresina, soprattutto giovanile ma non solo.
La parte amministrativa e generale della gestione della radio era affidata alla Cooperativa Esodo, emanazione della parrocchia, che tra l'altro si occupava di "media" in senso generale con la libreria omonima, che sopravvisse alla radio di molti anni.
Presideva la Cooperativa Esodo a quel tempo il Sig. Napolitano, dirigente della Montedison, che dedicó molta cura e attenzione alla radio come volontario.
Un altro dipendente della Montedison, un elettrotecnico residente ad Arese, tale Pino, si occupava della manutenzione di tutta la parte elettrica/elettronica di bassa potenza e, soprattutto, di medio-alta potenza.

L'antenna ex-Delta 1 fu installata su un traliccio (indicato dalla freccia, mentre nel cerchio gli studi) fabbricato appositamente per garantire l'altezza sufficiente a coprire Arese, protetto dalla recinzione del campo di calcio dell'oratorio e collegato con un cavo aereo di qualche decina di metri all'edificio dell'oratorio dove il trasmettitore trovava spazio in uno dei servizi igienici che furono dedicati all'uso della radio, di fronte ai locali riservati per la produzione dei programmi, in fondo al corridoio al piano superiore.
I locali nella configurazione definitiva prevedevano: un ingresso con spazio riservato all'accoglienza e segreteria, un locale intermedio alle sale di registrazione che aveva anche la funzione di archivio dischi e materiale e che dava accesso alla "sala diretta", piú grande, e alla "sala registrazione", che al momento dell'inagurazione di RCA e per i primi anni, non aveva altra dotazione che un tavolo con qualche porta microfono e un apparato di registrazione portatile al quale si aggiungeva in modo estemporaneo altro materiale a seconda della bisogna.
La "sala diretta" era dotata invece di materiale derivante direttamente da Delta 1, compreso un mixer Semprini di notevoli dimensioni (per l'epoca) e qualitá, e persino i mobili, con giradischi incorporati, all'epoca una chiccheria che radio anche piú grandi di RCA erano lontane da permettersi anche dopo anni e che a RCA ci furono fin dal primo giorno.
Da radio Delta 1 arrivava anche un notevole archivio dischi, di importanza notevole per il mondo della musica disco-funky che aveva grande successo e segnava quell'epoca musicale e radiofonica, ma non era esattamente il target di RCA.
Dall'ingresso si raggiungevano anche i servizi, parzialmente adibiti a locali tecnici.

Per l'avvio della radio la (saggia) decisione fu di appoggiarsi direttamente e strettamente a di Rho, e ció fu essenziale per la scelta del nome "Radio Cooperativa Arese". Per la stessa ragione, fin dai primi tempi i notiziari di RCA provenivano da Rho e venivano ritrasmessi da RCA. Anche varie trasmissioni informative erano prodotte da (circuito di emittenti di estrazione cattolica), sottoforma di cassette registrate, e ritrasmesse da RCA anche per programmi a cadenza periodica.
Per l'organizzazione della partenza della radio, ci si avvalse di un esperto di comunicazione e programmi radiofonici, legato alla curia milanese dove aveva giá partecipato al lancio di programmi e radio dell'universo cattolico milanese, tale Eugenio Bollani, che io affiancavo in buona parte della primavera 1982 in cui la data dell'inizio delle trasmissioni veniva spesso ipotizzata e poi rimandata.
Finalmente il 12 Maggio 1982 fu il primo giorno di trasmissioni, che prevedevano diversi servizi informativi, qualche programma di intrattenimento "familiare" negli orari diurni, condotti anche dallo stesso Bollani, e il segnale vuoto per gran parte delle restanti ore, in particolare serali e notturne.
Quell'estate 1982 ebbi la conferma della vincita di una borsa di studio Intercultura e passai l'anno scolastico liceale successivo in California, non senza il rimpianto di allontanarmi dalla radio appena poche settimane dopo la sua apertura.
Al ritorno alla fine dell'estate 1983, Eugenio Bollani non era piú alla radio e il ruolo direttivo era assunto da Franco Capurso, un giovane aresino.
Grazie all'acquisizione di un apparato "robotizzato" d'occasione (o forse la rimessa in funzione di materiale ex Delta), RCA ora trasmetteva 24 ore su 24, con bobine di musica registrata in orario serale/notturno.

La "forza lavoro" della radio nella sua quotidianitá ha sempre attinto in grande maggioranza dall'ambiente dell'oratorio aresino, su base volontaria.
Il palinsensto generale, sostanzialmente mantenuto simile per tutta l'esistenza della radio, prevedeva:
- al mattino programmi di informazione, cultura e intrattenimento, indirizzati ad un pubblico adulto e con maggiore attenzione a quello femminile, programmi spesso prodotti altrove, anche da e per , ma anche localmente, per esempio dalla aresina signora Faletto, per le quali ebbi occasione di occuparmi della registrazione delle trasmissioni.
La formula di questi programmi non era molto duratura, generalmente non si protraeva piú del periodo di un anno scolastico e spesso solo qualche mese.
- il pomeriggio prevedeva l'omonimo "Pomeriggio in musica di Radio Cooperativa Arese", che invece ha avuto una continuitá pluriannuale.
Si trattava di un programma sostanzialmente musicale condotto da giovani aresini principalmente dedicato ai giovani, con inserti di maggiore spessore (storia e cultura musicale, cinematografica, ecc.), talvolta giochi, ecc. che allargavano l'interesse ad un pubblico generale.
Oltre allo stesso Franco Capurso e al sottoscritto, tra i conduttori (che variavano ogni giorno della settimana) ci sono stati Edoardo Ellero, Mauro Bolzoni, Reanto Speranza, Marco Campigotto, ecc. - un altro appuntamento che ha caratterizzato RCA per tutta la sua esistenza era il notiziario locale, intorno alle 19:00, condotto per molti anni da Antonello Martelengo.
- i programmi serali, benché in generale fortemente improntati sulla musica, hanno avuto caratteristiche grandemente variabili e con forti variazioni annuali, per esempio nella stagione 1983-1984 ci fu anche un programma in lingua inglese, condotto da Umberto Vaccariello ed il sottoscritto, poi anche da Silvia Malaguti, oriunda rhodense.
- il programma forse piú emblematico di RCA fu comunque quello della domenica mattina, in particolare per i giochi, spesso "il rumore misterioso", in certi periodi peró anche tipo "caccia al tesoro" e prevedendo per i partecipanti un'interazione diretta con il territorio.
In ogni caso, il programma riusciva a mobilitare un interesse che coinvolgeva la comunitá per la competizione tra i vari partecipanti al telefono che erano spesso conosciuti (la vicina di casa, l'ex-compagno di scuola...) o per il ritiro del premio che coinvolgeva i commercianti locali a vario titolo.
La conduzione é stata varia ed ha visto spesso in onda Franco Capurso, Edoardo Ellero, Marco Campigotto e altri.

Anche lo sport aveva il suo spazio a RCA, non solo per la parte del GSO, di casa, ma anche per le attivitá del basket aresino del C.C.S.A., compreso le dirette delle partite della Teorema alle quali erano spesso dedicate alcune ore della domenica pomeriggio.

Intorno al 1984 si stimó che il periodo di "rodaggio" fosse terminato e che la radio potesse contare su forze e competenze sufficienti per una maggiore indipendenza, considerata positiva per l'evoluzione dell'esperienza radiofonica nella comunitá aresina.
Il grande salto implicó il distanziamento dal mondo "radio cooperativa" e quindi in particolare il cambiamento del nome della radio in (dove proseguiamo la storia).


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