Nel 1982, a dispetto delle regole, mentre le stazioni della prima ora chiudevano, nasceva una nuova emittente.
E una serie di coincidenze faceva sì che quel progetto infrangesse le regole.
Per un caso si era liberata una frequenza appetibile: 103,950 MHz, storicamente occupata da , un curioso esperimento di radio raffinata e colta (era la radio di quello che sarebbe diventato il critico radiotelevisivo Aldo Grasso), che aveva operato dall’alba della sentenza della Corte Costituzionale n. 202/1976 fino alla fine degli anni ’70.
La frequenza era poi stata presidiata (a 104,100 MHz) da , un’emittente che senza infamia e senza lode aveva navigato nell’etere milanese agli esordi del nuovo decennio.
Gianluca Costella, adolescente e silenzioso osservatore del fenomeno delle radio ancora cosiddette libere, non si era fatto scappare l’evento e, recuperato un trasmettitore di sufficiente dignità (2 Kw Siel), aveva installato quattro dipoli su un palazzo in Via Cenisio, a poche centinaia di metri dalla Stazione Garibaldi, avviando trasmissioni marchiate Radio Cosmo 104.
L’aveva fatto, però, con lucidità: non il classico esordio con ragazzini scalmanati con la pila di dischi preferiti sotto il braccio, che distorcevano l’altoparlante della radiolina urlando nel microfono da due lire; nessun palinsesto eterogeneo che mutava il format della radio all’avvicendarsi dei conduttori.
Idee chiare, dicevamo.
Solo musica, anzitutto: il che può oggi sembrare una banalità, ma ai tempi, a Milano, ciò era appannaggio solitario di , che infatti mieteva successi tra coloro che non ne potevano più di ascoltare dal transistor sciocchezze ad ogni giro di sintonia.
E, altra chicca, di un solo genere. Se la radio minestrone era la regola, Costella aveva capito prima degli altri che l’eccezione era indispensabile per differenziarsi.
Occorreva selezionare il pubblico a monte. E cosa c’era di meglio per farlo se non impiegare la musica?
Solo musica da discoteca: dal funky raffinato alla disco music più commerciale, la scelta impegnativa di Costella.
Pochi station break caratterizzanti e pubblicità centellinata (questo, va detto, probabilmente più per forza che per scelta, anche se dal 1985 un accordo con Publileader, già concessionaria di riusciva a dare preziosa “linfa” alla giovane emittente radiofonica).
Voce ufficiale dell'emittente era Max Poli.
I jingle invece erano prodotti in stile americano da Bob Stewart.
Tra i disc jockey più noti dell'emittente andava annoverato Tony Carrasco, il cui nome era legato al mitico marchio "Studio 54 New York" e ad alcune produzioni musicali.
Punto di forza di Radio Cosmo 104 era sicuramente il "Megamix", sequenza non-stop di musica dance, in onda tutti i giorni alla mezzanotte e realizzata a rotazione dai più noti dj dei locali milanesi in voga durante gli anni '80 (Plastic, Amnesy, Time, ecc).
La parte tecnica era composta, tra gli altri, da un’avveniristica regia automatica Cepar, corredata da ben venti registratori a bobine e da un processore Orban analogico a sei bande (altro elemento inusuale per i tempi).
Peraltro Cosmo 104 era (dopo il precursore ) tra le prime emittenti a trasmettere su cd.
Un prodotto editoriale, quello di Costella, che si distingueva immediatamente nella modulazione di frequenza meneghina, dove al momento l’unica stazione dal format ben identificato era solo musica italiana.
Rimaneva però il problema della frequenza: i 103,950 MHz erano liberi per modo di dire, schiacciati tra due potenti emissioni laterali (103,700 MHz di e 104,200 MHz di ) e infestate da trasmissioni in quota provenienti dalle province limitrofe (104,000 MHz di Radio Bergamo, 103,900 MHz di Radio Supervarese e, soprattutto, 104,000 MHz dal piemontese Monte Giarolo di Radio City di Castelletto d’Orba).
Fino a metà decennio Radio Cosmo 104 era sì una bella radio, elegante ed originale, ma poco sintonizzabile al di fuori del centro cittadino, nonostante l’attivazione compensativa di altre frequenze .
La svolta avvenne, anche questa volta quasi per caso, con l’avvenuta disponibilità, nella seconda metà degli ’80, di un posto (grazie all’intercessione del noto tecnico Luigi Menegaz) sulla ambita postazione broadcasting più importante di Milano dopo il grattacielo Pirelli (che però è sempre stato off-limits per la radiofonia, in quanto appannaggio esclusivo delle reti Fininvest): il Breda , 120 metri di palazzone da dove illuminare Milano e gran parte della provincia era una bazzecola.
Trasferiti armi e bagagli sulla sommità della vetta radioelettrica cittadina, sintonizzare Radio Cosmo 104 divenne semplicissimo.
Così facile che di essa si accorse anche Alberto Hazan, deus ex machina di , prima emittente per ascolti a Milano e Lombardia e network emergente in più di mezza Italia. Dopo aver siglato un accordo con il principato di Monaco per divenire il ripetitorist a esclusivo di in Italia (la cui diffusione era stata fino a quel momento affidata ad un gruppo variegato di emittenti locali con risultati più che deludenti), Hazan cercava idee vincenti per presidiare l’incolta FM prima che lo facessero altri.
In testa gli girava l’idea di una radio di sola musica .
Mentre cercava di mettere a fuoco l'ispirazione, il patron di quello che sarebbe diventato il primo gruppo radiofonico italiano, si era incuriosito di quella “strana radio” intorno ai 104 MHz che entrava con prepotenza nel suo ricevitore di casa e che con evidenti pochi mezzi riusciva a distinguersi nella sofisticata Milano da bere degli anni ’80.
Informatosi, Hazan volle quindi conoscere quel ragazzino che era riuscito a farsi notare.
E fu sodalizio al primo incontro. Costella, con gli occhi illuminati dalla passione radiofonica innescò, l’esplosione creativa-imprenditoriale di Hazan: in men che non si dica nasceva, sulle frequenze di Radio Cosmo, , la prima stazione oldies milanese (e forse italiana), che sul modello americano, trasmetteva senza soluzione di continuità i successi di 20/30 anni prima, con una fortissima identità.
Si era ormai alla fine del decennio e mentre i muratori spaccavano i locali di Via Cenisio per costruire i nuovi studi di quella che sarebbe dovuta diventare la terza rete nazionale del gruppo radiofonico di Alberto Hazan, in Italia si avvicinava il tempo della regolamentazione settoriale sul piano legislativo.
Radio Cosmo 104 terminava la sua avventura, 105 Classics la iniziava.

Fonte : Newslinet.it (1)
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