Radio Diffusione Lombarda nasce l’8 aprile 1978, nel momento più euforico della radiofonia "libera" milanese.
La sede è in Via Guinizelli 4 a Milano , mentre l’impianto, che irradia su 94,700 MHz, è in pieno centro, in Via Scarlatti 33.
All’inizio si trasmette con qualche centinaio di watt (con un trasmettitore Teleservice), ma presto la potenza viene elevata fino a 1,7 kW, garantendo un segnale omogeneo e robusto su tutta la metropoli.
Tra gli artefici del nuovo progetto editoriale spicca Michele Macoggi, proveniente da con Roberto Meocci (quest'ultimo di RMP - una delle prime emittenti milanesi - era stato socio fondatore insieme a Gianni Meloni e Saverio Pappagallo).
Con loro c'è anche Salvatore Ernesto Felice Maniscalco (ex e che, raggiunto da questo periodico, ci ricorda con entusiasmo quell’avventura.
“La storia di RDL nasce da una "secessione" di uno dei fondatori di Radio Milano Palmanova (Meocci, ndr), dalla passione di Michele Macoggi e di un considerevole gruppo di giovani animatori: il pretesto fu la mancata promessa d'avere un segnale stereofonico – ci racconta l’art director di RDL .
L'operazione fu facilitata grazie all'interessamento dell'ing. Bonfiglio Bini (che diverrà socio e primo amministratore di RDL, ndr) che mise a disposizione gli spazi di via Guinizzelli n°4 lasciati liberi a seguito della delocalizzazione in provincia della "Binson" (produttrice del famoso delay valvolare Echorec, ndr).
Gli studi della radio erano al primo piano, mentre il piano terra era utilizzato dalla "Phonosound" C.A.E. per registrazioni musicali professionali.
Gli ambienti della radio ospitavano tre studi insonorizzati, la segreteria, l'archivio discografico di circa 5.000 vinili e le apparecchiature trasmittenti stereofoniche".
La radio si dota subito di una struttura tecnica professionale: “Le trasmissioni erano prevalentemente in diretta dallo "Studio 1", che godeva delle migliori apparecchiature ed aveva una strumentazione completa; in caso di necessità era possibile commutare la diretta anche dagli altri due studi, più modesti”, sottolinea Maniscalco.
La radio si fonda sui contributi di un nutrito gruppo di collaboratori, che Maniscalco e Macoggi vogliono qui ricordare: Renzo D'Angelo, Maurizio Piccini, Paolo Viano, Flavio Mari, Claudia, Augusto Rota, Franco Morgani, Pino Brunetti, Claretta Colombini, Franco Baracchia, Gianni&Patrizia, Guido Gazzoli, Luca Garatti, Maurizio Beltrame, Franco Trincale, Alberto Orefice e Filippo Alù.
Il direttore della testata è il giornalista Vito Saturno.
“Il palinsesto era di tipo "generalista" dedicato ai potenziali utenti per fasce orarie.
A grandi linee: dalle 6 alle 8 dedicato alle notizie, meteo, traffico, intrattenimento musicale e telefonate, il primo mattino dedicato alle massaie, la seconda parte del mattino dedicato alle rubriche culturali (registrate).
La fascia del pranzo era destinata alla musica italiana e "revival", mentre il pomeriggio era dedicato alla musica di tendenza, ai giovani, con quiz per studenti, rubriche sportive, telefonate e dediche in diretta, spazi di promozione discografica.
La fascia serale era appannaggio degli aspetti culturali milanesi, di eventi teatrali, del cabaret, con ospiti in studio, jam session, coinvolgimento del pubblico in studio.
Il notturno in diretta era rivolto ai divertimenti notturni di Milano, a scherzi radiofonici, a conversazioni semiserie o umoristiche, a musica d'avanguardia e classica gestita secondo i gusti degli ascoltatori.
La diretta si protraeva fino a notte fonda”, ricorda Salvatore Maniscalco.
L'emittente è molto attiva anche nelle relazioni con le altre stazioni milanesi, tanto che nei suoi studi, nell'estate 1978, viene organizzato un dibattito sulla "Libertà dell'emittenza radiofonica".
Il 14 giugno 1979 Radio Diffusione Lombarda partecipa attivamente al grande evento musicale milanese costituito dal concerto organizzato per raccogliere fondi a favore di Demetrio Stratos degli Area (che aveva come media partner , , e Radio Montevecchia), ricoverato al Memorial Hospital di New York in vista di un trapianto al midollo osseo a causa di una devastante anemia aplastica.
Di quel fenomenale ed epico evento (purtroppo trasformatosi da concerto di aiuto a tributo alla memoria, stante il decesso avvenuto il giorno prima di Stratos) Radio Diffusione Lombarda sarà non solo testimone, ma anche parte attiva, con la raccolta e la trasmissione di numerose interviste agli artisti partecipanti.
Ma il concerto di Demetrio Stratos non è l'unico a cui contribuisce RDL: la sessione di Parco Lambro, la mitica tappa milanese di Bob Marley (27 giugno 1980), i concerti giovanili autogestiti, e le manifestazioni musicali di Parco Ravizza, sono tutti battezzati dai registratori degli inviati della stazione milanese.
Ancora Maniscalco: "al tempo curavo i contatti con i cabaret, come il Derby, la Cupola, ma anche con il CineTeatro Ciack con la promozione dei vari eventi programmati.
Un capitolo a sé era riferito ai programmi radiofonici in dialetto milanese (ideati e gestiti da un palermitano come me): registrazioni dal teatro Gerolamo delle "operette" in milanese (Quell di bolonitt, Il paese dei campanelli etc...) con la collaborazione di artisti come Gigi Bertolini.
La più importante di tutti è l'intervista e la registrazione integrale del recital di Milly (Carla Mignone) "Milano... Nel Mondo" al teatro Gerolamo pochi mesi prima della sua scomparsa.
Su RDL hanno avuto evidenza e spazio personaggi come Luciano Beretta, Maria Carta, Filippo Crivelli, e tante altre personalità del mondo culturale dell'epoca".
Di rilievo anche lo spazio radiofonico di 20 minuti con cadenza quindicinale messo a disposizione della "Comuna Baires" con la partecipazione di Renzo Casale e di Jorghe.
Il 5 dicembre 1980 la stazione dichiara a Radio Tv Dati (annuario delle emittenti radiotelevisive private) di illuminare "un bacino di 50 km di raggio dal centro di Milano", toccando, oltre alla provincia di Milano, anche quelle di Pavia, Como e Varese; il che astrattamente è vero, ma nella realtà dei fatti la diffusione sui 94,700 MHz è limitata alla cerchia metropolitana a causa delle forti interferenze di altre emittenti.
Dopo circa due anni dall'inizio dell'attività, l’impianto di diffusione di Via Scarlatti, presso l’Hotel Michelangelo, che nella seconda metà degli anni ’70 è una delle postazioni broadcast più ambite di Milano, viene potenziato con un trasmettitore Esseci (SIEL) da 2 KW, proprio per sopperire alle forti interferenze provocate dal contestuale aumento del segnale del diffusore regionale a 94,800 MHz da Valcava di di Milano (che in città esercisce anche la frequenza 95,000 MHz).
Ed è così che, tra il 1980 ed il 1981, inizia tra le due emittenti una difficile convivenza tecnica, che diverrà cronica, mentre RDL s'avvia ad un lento declino.
Nei primi mesi del 1981 qualcosa si incrina anche nei rapporti tra i responsabili della radio: lo spirito pionieristico iniziale, dopo tre anni di attività, ha da tempo lasciato lo spazio ad una gestione di stampo più imprenditoriale, che però ha, per sua natura, limitato l’entusiasmo e l’euforia dell’esordio.
Maniscalco molla il colpo e con lui abbandonano Radio Diffusione Lombardia anche i collaboratori della prima ora.
La radio viene presa in gestione da personale fuorisciuto da di Milano, una stazione dedicata, come fa intuire il nome, ai numerosi meridionali che risiedono in città. Ed è letteralmente tutta un'altra cosa, al punto che qui, all’inizio del decennio edonico, possiamo dire che termina la vera e propria storia della Radio Diffusione Lombarda originale : di lì in poi il nome viene mutuato in RDL - .

Fonte Newslinet.it (1)


L'emittente fu affiliata a , prima rete lombarda interconnessa e spin-off del noto studio di produzione di audiovisivi Studio 21.